La Ginnastica Biologica®

Dei gesti geneticamente programmati, delle posture spontanee del corpo che stimolano la coordinazione motrice e programmano i movimenti della marcia…
Conoscete i movimenti archetipici?

I movimenti archetipici

Questi movimenti,, detti archetipici, che iniziano con la presa dell’alluce in bocca per poi rotolare, strisciare fino a camminare a quattro zampe prima di mettersi in piedi, sono le fasi che ritmano l’apprendimento della marcia bipede e costituiscono le fondamenta dell ’’organizzazione neurologica e della costruzione identitaria.

Praticando questi movimenti iniziali è possibile migliorare la postura, deprogrammare i cattivi riflessi, affinare la coordinazione, rafforzare le catene muscolari, ottimizzare la libertà articolare e invitare il corpo a ritrovare, naturalmente, dei gesti e una marcia armoniosi, specchio della nostra vera personalità.

Consigliati a qualsiasi età, i movimenti archetipici, facendo appello alla memoria biologica e agli schemi motori propri all’umano, preparano ogni settore del corpo al movimento.

Risvegliano un’intelligenza corporea che costituisce una preziosa alleata per tutte le nostre attività, fisiche o intellettuali.

Gli effetti di questi movimenti, se praticati con precisione, sono molto incisivi in quanto stimolano la capacità d’autoregolazione dell’organismo e la circolazione delle correnti vitali (o meridiani).
Gli schemi motori si affinano spontaneamente, grazie alle informazioni trasmesse da questi movimenti evolutivi, registrati nella memoria cellulare umana.

Semplice, ma allo stesso tempo complesso, questo metodo è il frutto di anni di ricerca sul ruolo di primo piano svolto dal sistema motore nella maturazione cognitiva e nell’evoluzione della percezione individuale.

In pratica propone di affinare gli schemi elementari del movimento per ri-trovare il piacere di abitare il proprio corpo ed attivarne le correnti vitali.

Concretamente si riproducono, seguendo un ordine ed un ritmo preciso, gli stessi movimenti che abbiamo tutti praticato (più o meno) nella prima infanzia per imparare a camminare.
Ripetere questi gesti, propri all’umano, permette di aggiornare molti schemi psico-motori e di rimodellare le fondamenta sulle quali ognuno di noi ha costruito la sua verticalità. Un lavoro benefico a qualsiasi età, che migliora parallelamente l’organizzazione neurologica, affina la percezione sensitiva ottimizzando sia la comunicazione gestuale che la memoria.

Per esempio le persone con problemi di lateralità ( destra-sinistra) trovano nel corpo dei punti di riferimento che permettono loro di orientarsi più facilmente. Altre scoprono l’elasticità che il loro corpo, stimolato correttamente, è capace di rivelare. Altre ancora sentiranno gli effetti di questi movimenti sulla respirazione, sull’equilibrio, sulla voce o sula percezione del loro corpo.

Inoltre, ricapitolando tutte le tappe evolutive del movimento, l’adulto può impregnarle della propria identità e riorganizzare i circuiti neurologici che utilizza ogni giorno per muoversi, parlare e pensare. Si attivano così delle risorse rimaste spesso inutilizzate che aumentano le capacità d’apprendimento e di comunicazione.
La plasticità del sistema nervoso, stimolata dai movimenti primitivi che preparano la marcia bipede, genera infatti nuovi collegamenti sinaptici che offrono nuove possibilità di movimento, d’azione e di espressione. Contemporaneamente lo schema corporeo si affina, generando una percezione più profonda dei gesti che pratichiamo, automaticamente, ogni giorno. I movimenti che praticano, sia gli sportivi che i sedentari, per camminare, diventano allora una fonte di rigenerazione per ogni tessuto del corpo.

Gli effetti di questi movimenti, se praticati con cura e rispettandone l’ordine cronologico, sono estremamente benefici in quanto stimolano la capacità d’autoregolazione dell’organismo e la circolazione delle correnti vitali. La particolarità di questo metodo è quella di aver individuato l’effetto di ogni movimento elementare sui meridiani di agoguntura ( e quindi sulla circolazione delle correnti vitali di ogni organo), sulle articolazioni, sulle catene muscolari e su zone del cervello precise. Offre dunque la possibilità di stimolare in modo selettivo settori specifici dell’organismo, in funzione dei bisogni personali.

L’obiettivo di questa “ginnastica intelligente” è quello di perfezionare gli schemi motori, renderli più efficaci e conformi alla propria identità adulta.