Concretamente si riproducono, seguendo un ordine ed un ritmo preciso, gli stessi movimenti che abbiamo tutti praticato (più o meno) nella prima infanzia per imparare a camminare.
Ripetere questi gesti, propri all’umano, permette di aggiornare molti schemi psico-motori e di rimodellare le fondamenta sulle quali ognuno di noi ha costruito la sua verticalità. Un lavoro benefico a qualsiasi età, che migliora parallelamente l’organizzazione neurologica, affina la percezione sensitiva ottimizzando sia la comunicazione gestuale che la memoria.
Per esempio le persone con problemi di lateralità ( destra-sinistra) trovano nel corpo dei punti di riferimento che permettono loro di orientarsi più facilmente. Altre scoprono l’elasticità che il loro corpo, stimolato correttamente, è capace di rivelare. Altre ancora sentiranno gli effetti di questi movimenti sulla respirazione, sull’equilibrio, sulla voce o sula percezione del loro corpo.
Inoltre, ricapitolando tutte le tappe evolutive del movimento, l’adulto può impregnarle della propria identità e riorganizzare i circuiti neurologici che utilizza ogni giorno per muoversi, parlare e pensare. Si attivano così delle risorse rimaste spesso inutilizzate che aumentano le capacità d’apprendimento e di comunicazione.
La plasticità del sistema nervoso, stimolata dai movimenti primitivi che preparano la marcia bipede, genera infatti nuovi collegamenti sinaptici che offrono nuove possibilità di movimento, d’azione e di espressione. Contemporaneamente lo schema corporeo si affina, generando una percezione più profonda dei gesti che pratichiamo, automaticamente, ogni giorno. I movimenti che praticano, sia gli sportivi che i sedentari, per camminare, diventano allora una fonte di rigenerazione per ogni tessuto del corpo.
Gli effetti di questi movimenti, se praticati con cura e rispettandone l’ordine cronologico, sono estremamente benefici in quanto stimolano la capacità d’autoregolazione dell’organismo e la circolazione delle correnti vitali. La particolarità di questo metodo è quella di aver individuato l’effetto di ogni movimento elementare sui meridiani di agoguntura ( e quindi sulla circolazione delle correnti vitali di ogni organo), sulle articolazioni, sulle catene muscolari e su zone del cervello precise. Offre dunque la possibilità di stimolare in modo selettivo settori specifici dell’organismo, in funzione dei bisogni personali.
L’obiettivo di questa “ginnastica intelligente” è quello di perfezionare gli schemi motori, renderli più efficaci e conformi alla propria identità adulta.
|